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a cura dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale


MEMORANDA
21 novembre 2009  





Due modi di essere conservatore


«L’uno consiste nel sottrarre la tradizione declinante ad ogni minaccia dell’avvenire (e a tutte le promesse della vita) con l’aiuto dei procedimenti di sterilizzazione dei fabbricanti di conserve, l’altro nel restituirle una sempre nuova giovinezza, al contatto dell’eterno. Visti dall’esterno, Charles de Foucauld e la beghina più incartapecorita sono rivolti allo stesso oggetto. Ma l’uno, con animo aperto, si tiene accanto alla scaturigine dell’inesauribile sorgente, mentre l’altra veglia avaramente su una borraccia di acqua ammuffita».

Gustave Thibon

[Ritorno al reale. Nuove diagnosi, trad. it., Effedieffe, Milano 1998, p. 163]



 21 novembre 2009
DOCUMENTI


Il muro di Berlino


Vent’anni fa, la notte del 9 novembre 1989, il Muro di Berlino, eretto dal regime socialista di Pankow per separare in maniera impenetrabile la Germania comunista dall'Occidente, veniva sorprendentemente aperto e migliaia di tedeschi orientali sciamavano per le vie di Berlino Ovest abbracciandosi con i più fortunati connazionali che risiedevano in questa testa di ponte del mondo libero in suolo sovietico. Poco dopo, le autorità tedesco-comuniste, per ordine di Mosca, iniziavano la demolizione della barriera eretta nel 1962 e, poco dopo ancora, il regime comunista crollava e le due Germanie, nate dalla sconfitta tedesca del 1945 e dalla Guerra Fredda, si riunificavano e Berlino tornava a essere capitale dello Stato tedesco. I fatti di quella svolta della storia dalle enormi conseguenze sono rievocati in maniera assai efficace da un documentario realizzato da Alleanza Cattolica di Mantova, che mettiamo a disposizione dei nostri lettori. Buona visione e, soprattutto, ricordiamo che gli anni in cui viviamo sono anni eccezionali e che la Provvidenza — Dio che cammina con noi nella storia — non si può costringere entro teoremi scientifici, ma esiste e talora, come in questo caso, si vede, quanto meno «in filigrana»...


SEGNALAZIONI
21 novembre 2009 

PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA, Rivo­luzio­ne e Contro-Rivoluzione, trad. it., presentazione e cura di Giovanni Can­toni, edizione del cin­quan­tenario (1959-2009), con materiali della «fabbrica» del testo e documenti integrativi, SugarCo Edizioni, Milano 2009, 496 pp., € 25,00.


Cinquant’anni or sono, dopo una lunga elaborazione sul finire degli anni 1950, vedeva la luce il saggio Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, autore il pensatore e leader cattolico brasiliano Plinio Correa de Oliveira (1908-1995). In esso l’autore descriveva la morfologia del processo di decadenza della civiltà cristiana occidentale nell’età moderna, ne individuava una periodizzazione — secondo una successione apertasi con il Rinascimento e la Riforma, proseguita con la Rivoluzione del 1789, culminata nella Rivoluzione comunista e, nel tardo Novecento, approdata all’interiorità stessa dell’uomo —, ne delineava le dimensioni — le idee, ma anche e soprattutto le tendenze —, ne indicava le cause nelle passioni umane disordinate, mosse dall’orgoglio e dalla sensualità. Oltre a ciò, suggeriva alcuni punti di azione indispensabili affinché l’Occidente guarisse dal suo morbo ormai plurisecolare: in breve, il ritorno alla riforma individuale e sociale e la sottomissione senza riserve alla regalità di Cristo propugnata dalla Chiesa cattolica.
L’opera è stata il livre de chevet, il libro di riflessioni, la guida per l’azione di generazioni di cattolici latinoamericani, nordamericani ed europei, il cui ideale era la lotta contro i mali del mondo moderno e la riconquista della civiltà a Cristo, ispirando direttamente il movimento delle TFP, Tradizione Famiglia Proprietà, diffuso in tutto il mondo, e, in Italia, Alleanza Cattolica, influendo altresì su gran parte dell’associazionismo cattolico di orientamento contro-rivoluzionario.
Tradotto in Italia la prima volta nel 1964 da Giovanni Cantoni per le edizioni Dell’Albero di Torino, ha conosciuto una seconda edizione a cura ancora di Giovanni Cantoni — che le premise un lungo e articolato saggio dal titolo L’Italia fra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione — per le edizioni Cristianità di Piacenza nel 1973, quindi una terza edizione — sempre per Cristianità, nel 1977 — ampliata con una nuova parte dedicata all’analisi del processo rivoluzionario nella sua fase "culturale", ulteriore al comunismo — la quarta, quindi —, così come si era manifestata soprattutto a partire dal 1968.
Quella che è uscita nel novembre del 2009 per SugarCo di Milano a cura — ancora una volta — di Giovanni Cantoni, responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, è l’edizione italiana definitiva. Il saggio è stato ritradotto da Cantoni sull’originale brasiliano, ampiamente riannotata, e integrata con tutti i testi che in Italia e nelle edizioni all’estero hanno accompagnato la pubblicazione del volume, nonché con contributi di de Oliveira e su de Oliveira scritti ex post e altamente esplicativi in relazione al lavoro principale.
Si tratta dunque di una nuova opportunità, di un nuovo strumento utile come schema di lettura della storia moderna e contemporanea, semplice e sintetico ma ben fondato nei classici della storiografia, ma anche indispensabile riferimento per chi voglia, in sintonia con l’autore — che ha più volte affermato di riconoscere in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione la più fedele e felice espressione del suo pensiero —, operare per ricuperare o rinnovare il suo amore alla civiltà cristiana del Terzo Millennio e dedicare il suo tempo, se non l’intera sua vita, a propiziare la rinascita di questo grande e splendido organismo sotto l’egida di Cristo Re e di Maria Regina: il ritorno di una civiltà cristiana, secondo la promessa di Fatima, di certo avverrà, anche se quando è dato solo a Dio saperlo.



  21 novembre 2009
RECENSIONI





Vito Cicale e Giacomo Verrengia, Mattia De Paoli da Cellole (1770-1831). La vita, le opere, il pensiero, Edizioni Magna Grecia, Napoli 2009, 532 pp., € 25,00.



[vai alla recensione di Francesco Pappalardo]


RECENSIONI
21 novembre 2009  




Pino Pecchia, Il Colonnello Michele Pezza (frà Diavolo). Protagonista dell’Insorgenza in Ciociaria e Terra di Lavoro. 1798-1806, Arti Grafiche Kolbe, Fondi (Latina) 2005, 240 pp., s.i.p; e IDEM, Cimeli di frà Diavolo. Memorie del bicentenario della morte di Michele Pezza (1806-2006), Arti Grafiche Kolbe, Fondi (Latina) 2009, 112 pp., s.i.p.



[vai alla recensione di Francesco Pappalardo]


  30 ottobre 2009
EDITORIALE




Anteprima sul 2011


Nel 2011 l’Italia celebrerà il 150° anniversario della sua unità politica. In previsione di questa non secondaria scadenza pare opportuno iniziare a fissare qualche punto, a disegnare una cornice e a operare una lettura «a grandi linee» degli eventi che si sono dipanati da quella svolta per riconquistare il senso di quell’evento e per darne una valutazione fondata e serena.

[vai all'editoriale]



ARTICOLI
30 ottobre 2009  



Contro l'ideologia immigrazionista


Un volume, frutto di una accurata e intelligente ricerca e in imminente uscita in traduzione italiana, affronta l’importante nodo dell’immigrazione nei Paesi europei. L’autore, un conservatore statunitense, Christopher Caldwell, attraverso l’analisi di dati, non numerosi e alla portata di tutti, smentisce tutta una serie di luoghi comuni relativi al fenomeno immigratorio, che hanno ormai sedimentato una ideologia stereotipa e scadente, che egli denomina «immigrazionismo». Ne riferisce Marco Respinti.
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  30 ottobre 2009
ARTICOLI



Nuove interpretazioni della storia del Mezzogiorno


Un recente volume di Giuseppe Galasso — che riprende studi precedenti — ripercorre le linee di sviluppo del Mezzogiorno italiano, dalla divisione della Penisola in aree longobarde e in aree bizantine alle pressioni e alle interferenze degli arabi, pontificie e germaniche fino alla grande storia della monarchia normanna e sveva. In un ampio affresco, la perenne dialettica fra logiche interne e chiusure o aperture, mediazioni o adattamenti all'esterno, iniziative e passività, successi e fallimenti mette in luce la cifra, la specificità e il ruolo storico del Mezzogiorno in quei secoli, e oltre. Ne riferisce Francesco Pappalardo.
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RECENSIONI
30 ottobre 2009  





Harry Wu, Strage di innocenti. La politica del figlio unico in Cina, trad. it., Guerini&Associati, Milano 2009, 186 pp., € 21,50.



[vai alla recensione di Marco Respinti]


  13 settembre 2009
RECENSIONI




Raphaël Stainville, Grande Male. Medz Yeghern: Turchia 1909. Un testimone del massacro degli Armeni, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2008, 192 pp.


[vai alla recensione
di Omar Ebrahime]


RECENSIONI
13 settembre 2009  




Nicola Guerra, Controrisorgimento. Il movimento filo estense apuano e lunigianese, Eclettica Edizioni [via La Salle 1/a, 54100 Massa, tel. 0585.870809], Massa 2009, 134 pp., € 17.


[vai alla recensione di Oscar Sanguinetti]


  26 giugno 2009
ARTICOLI

Nella foto: A Castel Ivano in Valsugana (Trento), la compagnia di Schützen di Telve commemora i duecento anni dalla morte del Capitano degli Schützen Ottavio De Bianchi, fucilato a Mantova dai francesi nel giugno del 1809


I vescovi dell’antico Tirolo
ricordano
l’insorgenza cattolica
di duecento anni fa


In un recente documento collettivo i vescovi delle antiche diocesi tirolesi commemorano il bicentenario dell’insorgenza di Andreas Hofer. Il testo integrale del documento con un commento di Oscar Sanguinetti.
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CRONACHE
13 settembre 2009  

Nella foto, una via di Iglesias intitolata a Marco Tangheroni


Marco Tangheroni
e la Sardegna.
Un gemellaggio
fra Iglesias e Pisa


Lo storico cattolico pisano ha coltivato a lungo un vero affetto per la cittadina sarda così ricca di storia, l’ha frequentata e l’ha fatta conoscere nel mondo. La cittadinanza, grata, gli dedica ora una strada della città, sita proprio lungo quelle mura che Pisa, la città di Tangheroni, aveva fatto edificare.
Cronaca di Andrea Bartelloni.
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  26 aprile 2009
ARTICOLI



Il Popolo della Libertà: un nuovo partito al di fuori e contro le ideologie


Più volte abbiamo segnalato da queste pagine le forme assunte dall’Insorgenza dopo la sua fase storica degli anni napoleonici. Forme incruente, a comparsa sporadica, con gli stessi limiti – sostanzialmente la difficoltà a generare conseguenze politiche durature – dell’Insorgenza «storica». L’ultimo capitolo di questo ciclo di fenomeni è senza dubbio l’ultima schiacciante vittoria del centro-destra nelle elezioni nazionali di circa un anno fa. Una vittoria che pare incrementarsi ulteriormente in termini di consenso e che ha trovato recente sistemazione e, forse, durature stabilizzazione con la nascita del nuovo partito autodenominatosi Popolo della Libertà, Pdl. Si tratta di un passaggio importante della storia nazionale di cui è importante ricostruire i passaggi e le cause: lo fa Marco Invernizzi.
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RECENSIONI
26 aprile 2009  




Marco Tangheroni, Della Storia. In margine ad aforismi di Nicolás Gómez Dávila, a cura di Cecilia Ian­nella, Presen­tazione di David Abulafia, Sugarco Edizioni, Milano 2008, 144 pp., € 15,00.


Marco Tangheroni (1946-2004) non è stato solo un acuto e prolifico storiografo, ma ha anche svolto ininterrottamente un’ampia gamma di riflessioni in-progress sulla disciplina che aveva abbracciato «per la vita» e che lo aveva elevato ai più prestigiosi traguardi scientifici e accademici. Queste riflessioni, possiamo dire, si situano a due livelli: il primo quello scientifico, sul senso della storia in prospettiva scientifica e cristiana alla luce del pensiero aforistico di un grande della filosofia cattolica latino-americana, il colombiano Nicolás Gómez Dávila, di cui il presente volume, recensito da uno dei suoi allievi, il giovane storico Stefano Chiappalone, è valida e ampia testimonianza. L’altro, quello sull’utilizzo della prospettiva storica per meglio rendere evangelicamente «ragione della speranza» che è nel cristiano, disciplina da lui ampiamente praticata a fianco di quella accademica «ordinaria» nonostante le difficili e dolorose condizioni della sua vita quotidiana, sarà oggetto di un altro volumetto in uscita presso il medesimo editore dal titolo Cristianità, modernità, Rivoluzione. Appunti di uno storico fra «mestiere» e impegno civico-culturale.
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  26 aprile 2009
RECENSIONI




Marco Tangheroni, Cri­stia­nità, moder­nità, Rivo­lu­zione. Appun­ti di uno storico fra «mestiere» e impegno civico-culturale, con un saggio introduttivo La storia come «riassunto» di Giovanni Cantoni e una Nota praevia di Andrea Bartelloni, a cura di Oscar Sanguinetti con la collaborazione di Stefano Chiappalone, SugarCo, Milano 2009, 184 pp.


Esce – ahimé postumo – un nuovo volume di Marco Tangheroni, il grande medievista cattolico pisano scomparso nel 2004. Si tratta di una sintetica introduzione alla storia dal Medioevo al Risorgimento, in cui lo storico compendia, riassume a grandi linee – ma non a povere linee – lo sviluppo della civiltà occidentale nei due momenti della edificazione di una civiltà a misura d’uomo e secondo il piano di Dio e nella sua successiva decadenza nell’arco storico dell’Età Moderna, le cui propaggini culturali, attraverso mille metamorfosi, si estendono fino ai nostri giorni. Una guida limpida ed efficace, scientificamente fondata e magistralmente esposta, soprattutto per chi è chiamato a dare giudizi e a fare scelte in tempi ristretti, ovvero soprattutto una «guida per l’azione».
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  25 marzo 2009
ARTICOLI



Insorgenza: bilanci e prospettive


La ricerca sull’Insorgenza, il ciclo di moti contro-rivoluzionari che si colloca nel ventennio rivoluzionario e napoleonico, ha conseguito obiettivi finora limitati, ma di grande significatività, se ci si confronta con un passato ancora recente. A due secoli da una delle fasi più rilevanti e inattese, quella del 1809, pare opportuno fermarsi a tracciare un bilancio – peraltro work-in-progress – di quanto è ormai un dato acquisito della ricerca e di quanto invece resta da compiere, almeno per quanto è oggi visibile, per raggiungere un adeguato livello di conoscenza.
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SEGNALAZIONI
25 marzo 2009  




Oscar Sanguinetti (a cura di), Atti del Convegno «Napoleone e il Regno d'Italia (1805-1814). La Lombardia fra cesarismo post-rivoluzionario e prime forme di uni­fica­zione na­zio­na­le» [Milano, 18-19 novembre 2005], in Annali di Storia Moderna e Contemporanea, anno XIV, Istituto di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Vita e Pensiero, Milano 2008, pp. 163-318.


Il numero del 2008 della prestigiosa rivista dell’Università Cattolica fondata dal compianto Cesare Mozzarelli (1947-2004) nella sezione Materiali presenta, a cura di Oscar Sanguinetti, i testi di gran parte degli interventi svolti in occasione del convegno su Napoleone e il Regno d’Italia a duecento anni dalla fondazione del medesimo regno. Fra essi quelli di Edoardo Bressan (cfr. Albori dell’associazionismo cattolico in età napoleonica: la Pia Unione, pp. 191-200) e di Sandro Petrucci, corrispondente dell’ISIIN per le Marche (cfr. Opposizione popolare, insorgenza e brigantaggio nell’Italia napoleonica, pp. 259-280), nonché dello stesso Sanguinetti (cfr. Presentazione, pp. 163-168; e Le insorgenze nel territorio del Regno d'Italia e la «calda estate» del 1809, pp. 281-294).


  25 marzo 2009
RECENSIONI




PierLuigi Zoccatelli e Ignazio Cantoni (a cura di), A maggior gloria di Dio, anche sociale. Scritti in onore di Giovanni Cantoni nel suo settantesimo compleanno, Cantagalli, Siena 2008, 364 pp., € 28,00.


Giovanni Cantoni, il fondatore e la guida di Alleanza Cattolica, agenzia di diffusione in Italia della dottrina sociale della Chiesa e centro di elaborazione e di promozione della cultura cattolica contro-rivoluzionaria, ha compiuto settant’anni. Amici e soci di Alleanza Cattolica hanno voluto celebrare questa tappa della maturità del fondatore con la pubblicazione di un liber amicorum, su cui compaiono saggi di diverso argomento di membri dell’associazione, con riferimento a Cantoni e alla dottrina di cui è attivo apostolo da quasi cinquant’anni. Ne dà un breve resoconto Omar Ebrahime.
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ARTICOLI
21 febbraio 2009  



      ritratto di don Santiago Sas,      
  di Saragozza, prete combattente  
Un vescovo eroico.
Aspetti dell’Insorgenza
spagnola del 1808-1813


Nel 1808 – duecento anni fa, mese più mese meno – si apriva la grande pagina storica della resistenza anti-napoleonica dei popoli iberici. L’occupazione militare franco-napoleonica infrangeva istituti civili secolari e urtava contro il profondo senso religioso degli spagnoli. Come in altre parti d’Europa e segnatamente nell’altra penisola europea, l’Italia, l’insorgenza popolare divampò impetuosa. Fu un conflitto che si definirebbe oggi «endemico a bassa intensità» che vide da una parte le comunità ispaniche sollevate in armi sotto la guida – qui sì – di preti e di religiosi, appoggiate talora da truppe inglesi, e, dall’altra, l’esercito di Giuseppe Bonaparte, affiancato da formazioni dei regni satelliti, fra cui il Regno Italico del nipote Eugéne de Bauharnais. Fu una guerra atroce e spietata, segnata da fanatismi antagonisti, che conobbe la guerriglia – la guerrilla, la piccola guerra, appunto –, ma anche battaglie campali e assedi di grandi città. L’anniversario è rievocato dal giovane storico spagnolo don Ángel Martín Rubio che si sofferma sull’eroica figura del vescovo-martire mons. Juan Alvarez de Castro.
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 21 febbraio 2009
RECENSIONI



Tre importanti volumi hanno caratterizzato le ultime uscite librarie. Il primo — curato da Giovanni Cantoni e da Francesco Pappalardo — è Magna Europa. L’Europa fuori dall’Europa ed ha come tema un concetto-chiave per il ricupero di una corretta nozione dell'identità europea, ovvero quello di Magna Europa, ossia Europa allargata, ovvero ancora Europa transatlantica, che ha le sue radici nel Vecchio Continente ma che si protende oltre l'Oceano Atlantico nelle Americhe. Sempre al tema dell'Europa è dedicato il saggio di Massimo Introvigne Il segreto dell’Europa. Guida alla riscoperta delle radici cristiane. Infine, ancora di Introvigne, la ricostruzione — Una battaglia nella notte. Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa — dell'ambiente sociale e culturale, in cui si snodò la vicenda esistenziale del fondatore delle associazioni Tradizione, Famiglia e Proprietà, il pensatore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), con particolare approfondimento del difficile periodo conciliare e post-conciliare.
Ha redatto le recensioni Omar Ebrahime.
[vai alla recensione di «Magna Europa»]
[vai alla recensione di «Il segreto dell'Europa»]
[vai alla recensione di «Una battaglia nella notte»]


ARTICOLI
17 gennaio 2009  

Con questo articolo, nella linea di studio sui temi identitari che il nostro Istituto persegue, iniziamo la pubblicazione di una serie di contributi attinti al pensiero politico italiano e straniero di oggi e del passato intesi ad affrontare la questione delle identità culturali, il concetto di nazione e il significato d’identità nazionale, in particolare.


          Orestes A. Brownson
Le premesse della teoria politica di Orestes A. Brownson


L’articolo che proponiamo contiene un’ampia analisi dei fondamenti del pensiero politico di Orestes Augustus Brownson (1803-1876), uno dei maggiori pensatori conservatori americani del secolo XIX. Egli ha approfondito, non nel chiuso di un istituto universitario, ma lasciandosi coinvolgere in prima persona – e non di rado da protagonista – nel convulso e drammatico processo di nation building degli Stati Uniti d’America, il particolare tema del rapporto fra la legge fondamentale di uno Stato che pretende di organizzare una «nazione» e il carattere profondo che la storia «naturalmente» imprime nella nazione medesima. La riproposta del pensiero di Brownson è utile perché apporta tesi e fornisce elementi di riflessione in ordine a un problema che non solo è ridivenuto quanto mai attuale nell’ambito della riscoperta delle identità che accompagna lo strisciante clash of civilizations postcomunista, ma anche perché esso è tuttora lontano da una soluzione definitiva o quanto meno sicuramente praticabile. I temi che cadono sotto la sua lucida analisi e quelli che ne scaturiscono, anche se la soluzione che egli ne offre può non essere la migliore o semplicemente non è quella condivisa, sono ancora oggetto di dibattito.
Autore dello studio – datato, ma di rara penetrazione e felicità di sintesi – è padre Stanley J. Parry C.S.C. (1918-1972), uno dei primi conservatori statunitensi e uno dei più precoci e più profondi conoscitori, nonché acuti interpreti di Brownson.
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  13 ottobre 2008
ARTICOLI



Complotto «cattointegralista»
o «forza delle cose»?


La rivista Passato & Presente, diretta da Gabriele Turi, rivolge un pesante attacco alle posizioni della storiografia cosiddetta «revisionistica» in tema di Insorgenza, in cui include, rivolgendogli severi appunti, anche il nostro Istituto. La replica del nostro direttore.
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  31 maggio 2008
ARTICOLI



Le vittime della Guerra Civile spagnola


L’attuale go­ver­no so­cia­li­sta spa­gno­lo, nel cor­so del suo pri­mo man­da­to (2003-2008), ha preso prov­ve­di­men­ti uf­fi­cia­li al fine di conservare la memoria storica della guerra civile che ha devastato il Paese iberico fra il 1936 e il 1939. Ciò è avvenuto, però, non in una prospettiva pacificatrice, bensì essenzialmente «revisionistica» in senso revanscistico, cioè con l’intento di rilanciare ed esaltare la memoria della parte sconfitta, quella repubblicana e socialcomunista, che, nel dopoguerra — dominato fino al 1975 dalla figura del Caudillo generale Francisco Franco Bahamonde — e, in seguito, negli anni post-franchisti, sarebbe stata schiacciata da nazionale vittoriosa. Si tratta di un rilievo non del tutto pertinente, se solo si pensa che le tracce lasciate dalla guerra civile nella letteratura mondiale sono tutte dalla parte della Repubblica: da Federico Garcia Lorca, a Ernest Hemingway e a George Bernanos, da film popolari come l’americano Per chi suona la campana alla filmografia di Luis Buñuel e alla recente vague neo-marxista del tipo Tierra y libertad. Inoltre, è un fatto che rimettere in discussione il patto stretto tacitamente fra vincitori e vinti negli anni della dittatura — da cui trasse senz’altro vantaggio il regime, ma di cui beneficiarono anche gli sconfitti, che riebbero piena cittadinanza civile e politica —, se esprime senz’altro un giusto desiderio di verità e di giustizia, significa altresì rivangare fatti dolorosi, rinfocolare odi sopiti e rimettere in discussione la pacificità della transizione dalla dittatura alla democrazia, quindi la stessa convivenza civile.
Secondo il punto di vista governativo-revisionistico, sarebbe state silenziata o non raccontata con sufficiente ampiezza la enorme serie di eccidi e di vendette «legali» commessi dai franchisti ai danni dell’avver­sario sconfitto. Di qui il favore accordato dal governo a ogni ricerca di prove, dai documenti ai resti, dalle fosse comuni agli ultimi testimoni della tragedia, in grado di confortare il suo assunto. E nel fervore della ricerca delle prove si sono dati per acquisiti elementi che, tanto dal punto di vista quantitativo quanto da quello della loro veridicità, lasciano non poco a desiderare. Ángel David Martín Rubio, storico spagnolo — nonché sacerdote — specializzatosi nell’argomento, cerca di mettere un po’ di ordine e dare un po’ di senso alle cifre relative alle vittime del tremendo conflitto intestino che insanguinò la nazione latina sessant’anni or sono. Dalle sue note risalta chiaramente la natura ideologica degl’intenti «revisionistici» dell’attuale governo socialista spagnolo.
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ARTICOLI
10 aprile 2008  

Discorso ai membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche
del 7 marzo 2008


La biblioteca del Collegio Alberoni di Piacenza

Benedetto XVI:
«La perdita
della memoria
provoca
la perdita
dell’identità
per la società
nel suo complesso»


Ricevendo in udienza i membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, l’organismo vaticano fondato nel 1954 da Pio XII e presieduto dal 1997 dal connazionale monsignor Walter Brandmüller, Papa Ratzinger ha tenuto un’allocuzione nella quale ha richiamato l’antico interesse — almeno da Leone XIII (1878-1903) — della Chiesa di Roma tanto per la storia, in quanto la Chiesa come società e la sua missione evangelizzatrice si attua all’interno del divenire storico del genere umano, quanto per le scienze storiche come discipline scientifiche. Importante il legame che richiama fra memoria storica di una collettività, di una nazione, la sua identità e la sua sopravvivenza come organismo specifico. Si confronti anche il commento di Oscar Sanguinetti nella rubrica Périplo.
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  14 marzo 2008
ARTICOLI



Genova, 30 giugno 1960: gli attivisti comunisti      
attaccano e incendiano una camionetta della polizia    



Dal «centrismo» al Sessantotto




A due anni dall’evento sono usciti gli atti del Convegno Nazionale dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale dal titolo Milano e l’Italia dalla stagione del centrismo alle soglie del Sessantotto. La «preparazione» di una rivoluzione nella cultura e nel costume, svoltosi a Milano dal 30 novembre al 1° dicembre 2006.
Dal «centrismo» al Sessantotto affronta il ventennio successivo alla svolta del 18 aprile 1948, tanto importante quanto dimenticata, quei venti anni che precedono e preparano il Sessantotto. È il periodo della ricostruzione del Paese, dei governi centristi, della «legge truffa», delle «missioni» popolari dell’Azione Cattolica, del boom economico, della «Lambretta» e dell’esordio della Tv, ma sono anche gli anni nei quali incuba la svolta culturale sessantottesca: gli anni, ancora, della violenza della «piazza rossa» di Genova nel luglio 1960, dell’«omicidio» politico del governo Tambroni, delle prime esperienze di centro-sinistra, della penetrazione della mentalità secolaristica nella cultura e nel costume, e gli anni in cui si svolge l’avvenimento più importante nella vita del cristianesimo del XX secolo: il Concilio Ecumenico Vaticano II, con la sua duplice e contrastante lettura.
Il volume affronta tutti questi temi e molti altri, e permette di cogliere quanto importante sia stato questo ventennio-chiave della storia italiana per comprendere le origini e la portata del Sessantotto: quarant’anni fa...
Del volume — dal titolo Dal «centrismo» al Sessantotto (a cura di Marco Invernizzi e Paolo Martinucci, Ares, Milano 2007) — dà conto uno dei suoi curatori, Paolo Martinucci.
[vai al testo]


  14 ottobre 2007
ARTICOLI



L’effigie di Carlo in divisa viene srotolata
sulla facciata della Basilica di San Pietro
a Roma il 3 ottobre 2004        
Un modello di santità nell’impegno politico: il beato Carlo d’Austria (1887-1922)


Centoventi anni fa, il 17 agosto 1887, nasceva Carlo d’Asburgo, ultimo imperatore di Austria-Ungheria e ultimo bagliore della tradizione imperiale sacra e romana. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 3 ottobre 2004, additandolo ai fedeli cattolici come modello di vocazione laicale nella politica: una vocazione tutt’altro che spregevole o secondaria, anzi «forma privilegiata di carità politica» come dirà Papa Pio XI. Purché però lo si viva come Carlo lo ha vissuto, cioè come servizio, in particolare come promozione del bene comune, come sostegno all’evangelizzazione e come impegno per la pace nella giustizia. Ne proponiamo un breve profilo in occasione della ricorrenza della sua festa liturgica, il 21 ottobre. Ne è autore Oscar Sanguinetti, che — insieme a Ivo Musajo Somma — ha pubblicato nel 2004 il volume Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo d’Asburgo (D’Ettoris, Crotone).
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IL LIBRO DEL MOMENTO

Christopher Caldwell,
L’ultima rivoluzione dell’Europa.
L’immigrazione, l’islam e l’Occidente


traduzione dall’inglese di Annibale Manazza,
Garzanti, Milano 2009,
440 pp., € 20,00

(cfr. un'ampia recensione del volume a firma Massimo Introvigne).

Marco Tangheroni,
Della storia.
In margine ad aforismi di Nicolás Gómez Dávila


Sugarco Edizioni, Milano 2008,
144 pp., € 15,00



Giovanni Cantoni,
Per una civiltà cristiana nel terzo millennio. La coscienza della Magna Europa e il quinto viaggio di Colombo


Sugarco Edizioni, Milano 2008,
264 pp., € 18,50



Massimo Introvigne,
Una battaglia nella notte. Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa,


Sugarco Edizioni, Milano 2008,
296 pp., € 19,50

Un acuto studio sulle radici dell'esplosione sessantottesca e sui suoi esiti terroristici



Enzo Peserico,
Gli anni
del desiderio
e del piombo.
Sessantotto,
terrorismo
e Rivoluzione,
a cura di
Marco Invernizzi,


Sugarco, Milano 2008,
192 pp., € 18



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Dal «centrismo» al Sessantotto,
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Ares, Milano 2007,
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A MAGGIOR GLORIA DI DIO, ANCHE SOCIALE,
Scritti in onore di Giovanni Cantoni nel suo settantesimo compleanno,

Cantagalli,
Siena 2008,
368 pp., € 28,00.







Uno storico del diritto alla ricerca di se stesso


di Paolo Grossi

il Mulino,
Bologna 2008,
176 pp., € 15,00







Nova Historica.
Rivista internazionale
di storia,
anno VIII, n. 29, luglio-settembre 2009, € 21.

Edizioni Pagine
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